Il blog è uno strumento molto pratico e veloce nella comunicazione. Purtroppo non posso ancora permettermene uno su un server mio (che vorrei in jsp), quindi questo è il mio blog principale, nel tempo portero' i post anche sul sito statico, in attesa di qualcosa che possa sentire veramente mio ;-)

01 marzo 2006

Almalaurea pubblica i dati riguardanti la situazione occupazionale dei laureati

Almalaurea è un Consorzio fondato in ambito Universitario con lo scopo di monitorare i laureati nel periodo dei 5 anni successivi al conseguimento del titolo. Attualmente il Consorzio monitorizza 35 atenei italiani, e per il 2005 i laureati sono circa 75mila.
Tengo a precisare che TUTTI gli studenti di questi atenei sono obbligatoriamente tenuti a iscriversi al consorzio e a rispondere quantomeno al questionario iniziale, per poter avere accesso all'esame finale. Inoltre il database di Almalaurea è tutt'ora utilizzato da parte dei neolaureati come fonte dove poter cercare proposte di lavoro, e inviare curriculum, nonchè dalle aziende per cercare nuovi collaboratori (di impiegati si sa se ne cercano pochi pochi). Non esiste quindi in Italia un sistema di monitoraggio migliore di questo per valutare la reale situazione del mondo del lavoro, e dei problemi dei neolaureati.

Oggi mi arriva un'email che inizia così:
L'indagine condotta dal Consorzio Almalaurea nel settembre 2005 riguardante la condizione occupazionale dei laureati italiani, ha coinvolto 36 università italiane per un totale di 75 mila laureati.

Ne esce un quadro non del tutto roseo.

I dati che vengono riportati nel sondaggio rivelano chiaramente la difficoltà per circa il 50% dei laureati italiani, sia appartenenti al vecchio che al nuovo ordinamento, di trovare un posto di lavoro prima di un anno dalla laurea. La maggior parte dei contratti, inoltre, sono "atipici" e con una retribuzione mensile mediamente bassa (non supera i 1000 €).
A ulteriore conferma dei danni causati dalla riforma del governo Berlusconi (che continua ad affermare di averci salvato tutti) , ci sono le statistiche ufficiali, e si parla di dati certi (con uno scarto tecnico del 5% di solito) calcolati matematicamente con studi scientifici, e non col metodo del "su e su" imprenditoriale e menzognero di certe basse persone messe al governo.
I dati sono pubblici, e consultabili presso questo indirizzo:
http://www.almalaurea.it/universita/occupazione/occupazione04/

Vorrei sottolineare che l'indagine è svolta con veri criteri statistici (e non come tanti "sondaggi" giornalistici o politici senza nessuna base scientifica).

Nella presentazione di Andrea Cammelli, è ben specificato come il campione è stato selezionato, come è stato strutturato, in modo da rappresentare la popolazione di riferimento a cui la ricerca è rivolta.
Per chi ha poca dimestichezza con la Statistica, puo' essere poco chiaro il termine "significativo". Le frasi come "un significativo quadro di riferimento dell’intero sistema universitario", vuol dire che il quadro di riferimento è del tutto assimilabile all'intero sistema, ovviamente con una possibilità di errore predeterminata, tipicamente del 5%. Questo significa che la numerosità del campione è tale da rendere eventuali errori di stima minimi e ben quantificabili. Questo nella chiara consapevolezza che non è possibile ottenere una stima con margine di errore nullo (cosa che quasi tutti quelli che pubblicano risultati statistici dimenticano), e tale errore ha quindi importanza fondamentale per la comprensione del risultato statistico. Errore nullo si ha solo quando il campione analizzato corrisponde nella sua numerosità al totale della popolazione di riferimento, ma in quel caso non si tratterebbe piu' di una stima, ma di una pura statistica descrittiva della popolazione totale di riferimento.

Cito qualche frase che mi pare piu' importante:
Ad un anno dal conseguimento del titolo il guadagno mensile netto dei laureati di primo livello è pari a 1.042 euro, con notevoli differenze tra chi prosegue l’attività lavorativa precedentemente svolta (1.168 euro) e chi l’ha iniziata al termine degli studi di primo livello (907 euro).


e di seguito:
Livelli di retribuzione nettamente inferiori si riscontrano per i laureati dei gruppi letterario, insegnamento e linguistico, le cui retribuzioni medie sono infatti inferiori ai 900 euro mensili. Nei primi due gruppi, ciò è dovuto anche ad un’elevata percentuale di laureati che studia e lavora.


(questa frase è per l'amica di Fabio che mi sa' si dovra' un po' rassegnare a degli stipendi infimi se resta nel ramo prettamente "linguistico")

Le donne risultano svantaggiate rispetto ai loro colleghi anche sotto l’aspetto economico: 898 euro contro 1.211 euro mensili netti per gli uomini. Una differenza, questa, tanto più rilevante se si pensa che risulta confermata sia tra quanti lavorano soltanto (1.322 euro per gli uomini e 1.004 per le donne) sia tra coloro che studiano e lavorano (979 contro 692, rispettivamente). Le differenze di genere sono confermate all’interno di ciascun gruppo, in particolare nell’economico-statistico, dove gli uomini, anche perché più frequentemente proseguono il lavoro iniziato prima della laurea, guadagnano il 60 per cento in più rispetto alle colleghe (1.418 contro 888 euro delle donne).


Insomma ci sono ancora le discriminazioni sessuali, le donne guadagnano in media meno degli uomini (laureati da poco), e la quota dei contratti atipici è letteralmente "esplosa".
Tuttavia vorrei sottolineare come la percentuale di occupati prima della riforma non è aumentata rispetto al dopo-riforma ma è stabile anzi, il -0.3% indica una tendenziale diminuzione del livello occupazionale. La conclusione mi pare chiara: tra i "neolaureati", non si sono creati nuovi posti di lavoro, invece sono fortemente diminuiti i contratti a tempo indeterminato, a favore del precariato, e mi pare anche che rispettivamente al costo della vita, le retribuzioni siano drasticamente calate.

"Piove!" governo ladro....

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